Racconti d'artista. Musica, cinema, corpo, luce, disegno. L'arte partecipata per Marinella Senatore

Luci. Parole. Corpo. È questa l’opera di Marinella Senatore, nata nel 1977 a Cava dei Tirreni, in provincia di Salerno. Dopo la scuola di cinematografia a Roma, studia violino al conservatorio. Con l'arte, questi background sono fondamentali nel far germogliare la potente multidisciplinarietà della sua opera.

«Mi hanno insegnato che è sempre il pubblico a decidere. E io ho il privilegio di ascoltare un pubblico ben più vasto di quello autoreferenziale del mondo dell’arte».

Negli ultimi 10 anni, da quando vince il Premio New York, nel 2010, le sue esperienze collettive hanno coinvolto oltre 6 milioni di persone in più di 23 paesi. E hanno fatto il giro del mondo in forma di sfilate, workshop, scuole di danza e molto altro, da Rosas a School of Narrative Dance

«Contenitori fluidi, movimenti energetici, che sempre hanno origine dal disegno, oltre che dall’interazione».

Marinella Senatore definisce così le sue esperienze di arte partecipataL’obiettivo è sempre generare comunità temporanee. 

In una pioggia di Led, come monumenti effimeri secondo la tradizione delle luminarie delle feste popolari, le parole compaiono per accrescere la consapevolezza nella relazione con l’altro.

Il corpo è al centro, sempre, in ogni sua opera. Unità di misura, per qualsiasi riflessione sul senso di comunità.

Prima la musica, poi il teatro, l’arte, come la formazione definisce una traiettoria attraverso il mondo dell'arte?
Dal Premio New York, le sue esperienze collettive fanno il giro del mondo, ci racconta questo viaggio?
Quale può essere il ruolo sociale dell'arte partecipata? E quale la correlazione al disegno?

Foto di F. Bottazzin, courtesy Peggy Guggenheim Foundation, Venezia.

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