La mostra esplora il concetto di silenzio nelle sue diverse dimensioni di limite, inudibilità e assenza. Si distingue tra "silēo" (assenza del suono naturale e cosmico) e "tăcĕo" (la scelta consapevole del silenzio come pausa dalla parola e dal suono). Questa dualità è al centro delle opere presentate.
Daniele Di Girolamo propone un invito a tacere per ascoltare una distanza malinconica, con installazioni che ricordano il suono delle onde e l'irraggiungibile luce del sole, con materiali che graffiano e puliscono simbolicamente.
Lorenzo Lunghi presenta l’opera "L’antennista", una performance che riproduce un caos sonoro, e l’installazione "Ultraviolette", un lampadario UVC che sterilizza l’ambiente creando un silenzio assoluto e inquietante.
Axel Crettenand propone il video "Il faut imaginer Sisyphe heureux", che mostra un uomo che colpisce una roccia in una tormenta di neve, dove il suono diventa riflesso acustico, evocando una lettura a memoria.