La mostra presenta una selezione di lavori fotografici degli anni Settanta di Klaus Rinke, restituendo la varietà e la radicalità di una ricerca che intreccia corpo, tempo e spazio in chiave concettuale.
Attraverso opere come Mutation, Der Wasserträger e Hineingehen und herauskommen, l’artista analizza gesti minimi e azioni ripetute trasformandoli in strumenti di misurazione: il corpo diventa unità di indagine, capace di registrare durata, equilibrio e trasformazione.
Le fotografie si configurano così come veri e propri “esperimenti visivi”, in cui la dimensione performativa è tradotta in sequenze analitiche rigorose. La mostra propone una rilettura attuale di queste opere, evidenziandone l’attualità nel riflettere sulla presenza e sull’esperienza umana in un contesto contemporaneo segnato da smaterializzazione e nuove temporalità.