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Filicudi è spazio personale e creativo che Sottsass scelse negli anni Ottanta come casa e rifugio estivo. In questa isola, tra pietre vulcaniche e luce che plasma i volumi, Sottsass trovava una dimensione di ascolto. “In realtà la luce non illumina, la luce racconta. La luce dà significati, la luce disegna metafore, la luce dà forma alla scena per la commedia generale. La luce racconta anche l’architettura” afferma Sottass nel 1988.
In mostra, alcune sculture in ceramica e oggetti in vetro suggeriscono geometrie arcaiche. Le fotografie catturano frammenti di luce, architetture minime e pietre antiche. Una riflessione sulla capacità degli oggetti di abitare poeticamente il tempo.