La mostra esplora il tema del desiderio, oscillando tra manipolazione e autenticità, attraverso le opere di artisti internazionali come Riccardo Benassi, Thomas Braida, Nina Ćeranić, Numero Cromatico, Petra Cortright, Sylvie Fleury, Esther Gamsu, Lauren Lee McCarthy e Rafaël Rozendaal.
In un’epoca dominata da stimoli e pressioni esterne, Slow Manifesto riflette su come il desiderio venga oggi indotto e mercificato, portando a una crisi della soggettività. Tuttavia, la mostra suggerisce che sia ancora possibile liberare il desiderio da queste logiche imposte.
Attraverso video, pittura e installazioni, alcune opere indagano l’attesa e il potenziale non espresso, mentre altre smascherano i codici di pubblicità, politica e tecnologia.