Con Escapismo: la memoria e l’identità, l’artista indaga i temi dello sradicamento e della ricostruzione del sé, trasformando la nostalgia in uno spazio attivo di ricerca e possibilità.
Al centro del percorso, grandi installazioni in mosaico ridefiniscono lo spazio espositivo: la tecnica, svincolata dalla funzione decorativa, si fa pittura, in cui ogni tessera diventa frammento di memoria.
Lavori tessili introducono una dimensione più fluida e relazionale, evocando legami familiari e processi di adattamento.
Le figure, ridotte a presenze essenziali, emergono come tracce affettive più che ritratti, mentre l’intera mostra costruisce un linguaggio visivo stratificato, in cui identità e appartenenza si definiscono come processi in continua trasformazione.