Trovatelli di Davide Monaldi (Italia, 1983) trasforma lo spazio espositivo in un paesaggio interiore popolato da figure sospese, corpi nudi ed esili appesi a un sottile filo metallico come pendenti in una narrazione collettiva. Ogni scultura in ceramica smaltata, nonostante la ripetizione ossessiva della forma, è caratterizzata da un dettaglio peculiare: la maschera che ne nasconde il volto, unico elemento che interrompe il ritmo maniacale della composizione.
L'artista affida a queste maschere il compito di narrare stati emotivi contrastanti, in bilico tra il grottesco e il lirico. Monaldi infonde nelle sue opere un'ironia tagliente, un'estetica che appare leggera ma nasconde una narrazione più profonda e complessa. Il contrasto tra meraviglia e cinismo consapevole attraversa Trovatelli, rivelando un dialogo tra scoperta e peso dell'esperienza.