Entre chien et loup indica il crepuscolo, quando la luce è così incerta da non distinguere più un cane da un lupo: una soglia ambigua tra noto e ignoto, in cui si colloca il nuovo ciclo di Ala d’Amico.
Le opere, serigrafiche su pannelli di legno, sono lavorate con grafite, polvere d’argento, carboncino, gesso e inchiostro, fino a far emergere forme che perdono nitidezza e diventano presenze.
Al centro c’è l’idea di “perdita ambigua” di Pauline Boss: una mancanza relazionale che non si risolve, ma si attraversa nella non-risoluzione.
Dal blu del crepuscolo alle ombre della notte, ciò che era riconoscibile si dissolve e lascia spazio a proiezioni e sedimentazioni interiori, finché affiora il “lupo”: figura dell’incontrollabile e del timore.