La mostra approfondisce una fase della ricerca di Mauro Staccioli (Volterra, 1937 – Milano, 2018), concentrandosi sui lavori realizzati tra gli anni Ottanta e i primi Duemila, mettendo in evidenza l’evoluzione del suo linguaggio scultoreo.
Se negli anni Settanta l’artista lavorava su forme rigide e barriere simboliche, dagli anni Ottanta introduce progressivamente la linea curva, intesa come segno di apertura e movimento: anelli, tondi, ellissi, quadrati e triangoli dai lati curvi definiscono un repertorio formale che invita lo spettatore a muoversi nello spazio e a riflettere sul rapporto tra scultura, ambiente e corpo.
La scultura si configura così come intervento attivo nello spazio, capace di modificarne la percezione.