La pittura di Sabrina Casadei è un gesto di “ri-pulitura” dello sguardo: paesaggi senza narrazioni preesistenti, dove luce e colore nascono risuonano nel corpo di chi guarda.
L’artista, pur invisibile, è il principio formativo dell’opera: guida energie in un dialogo continuo tra materia e percezione.
Le superfici porose e irregolari diventano una “seconda pelle”, in cui i materiali reagiscono tra loro e le forme restano in costante trasformazione, contro ogni staticità.
Il processo è lento e stratificato (orizzontale/verticale), affiancato da taccuini-diari e tessiture scomposte, come esercizi di visione.
Ne nasce un’esperienza immersiva, tra sogno e segno, che invita ad “appartenere” allo spazio più che a occuparlo.