"Non c’è dipinto in cui manchi il cielo, fosse anche soltanto uno spiraglio, un avere la testa tra le nuvole o fosse sotto forma di un tubetto di oltremare: il cielo non manca mai. Si potrebbe continuare così per tutto il testo, seguendo un elenco lunghissimo di metafore celesti. Che poi è quello che facciamo quando parliamo dei dipinti, parliamo di metafore. Allora quel “volevo metterci il cielo” esclamato dall’artista distrattamente mentre mi mostrava i suoi ultimi lavori, non è solo un’ammissione spontanea, ma è anche la nostra metafora iniziale che vale più di tanti “qui non ho dipinto il cielo”. E lo è ancora di più sull’altana di un condominio primonovecentesco, un osservatorio dove il sole è presente in quasi tutto l’arco alba-tramonto fin quando la luna non gli dà il cambio; e se quell’artista è Alessandra Giovannoni (Roma, 1954), paesista dagli esordi, che di cieli ne ha dipinti a centinaia". (Michele Tocca)