Italo Zuffi descrive una pratica scandita da nuovi ritmi: lentezza, pause e riprese non lineari, dove il tempo di lavoro diventa imprevedibile e da ricalibrare ogni volta.
Le opere in mostra attraversano l’incertezza del presente e temi di contaminazione e assuefazione: microplastiche rese “presenze” quasi senzienti (I ghirigori dello spirito), e nature morte che mettono in crisi l’idea di “naturale” sostituendola con l’“abituale” (Spuntino).
Altre opere intrecciano desiderio e consumo (Cibofreccia), gerarchie e responsabilità storiche (Dutch Army ranks), archetipi e tecnologia (Clava-torce).
Il video Prada water supplies (2024–25) sposta lo sguardo dall’arte alle riserve d’acqua “nascoste” nel museo, accostando conservazione e sopravvivenza nel caldo estremo.