La mostra ricostruisce un percorso nell’arte del libero pensiero, dalla prima metà del Novecento fino a oggi, mettendo in luce pratiche artistiche visionarie, eversive e disallineate rispetto al mainstream. Curata da Cesare Biasini Selvaggi, l’esposizione raccoglie circa trenta opere tra dipinti, sculture, installazioni e fotografie di artisti che, spinti da una coscienza sociale e politica, usano l’arte come strumento di resistenza e attivismo (“artivismo”).
Il progetto pone una domanda centrale: “Siamo ancora capaci di essere audaci?”, offrendo come risposta l’opera di artisti che scelgono l’anonimato per sfidare il politicamente corretto e continuare una ricerca libera, tra provocazione e necessità espressiva, come Laika, Manu Invisible e Andrea Villa, noti per la loro critica al sistema e per l’uso della maschera come simbolo di libertà e protezione.